– Testo e regia di Luigi Facchino –

Spettacolo vincitore della XVIII edizione del Concorso Internazionale Franco Agostino Teatro Festival, organizzato dall’Associazione culturale FAFT di Crema (maggio 2016)

I gruppi vincitori del Festival hanno ricevuto in premio la possibilità di esibirsi con lo spettacolo presentato al concorso, durante un’intera serata a loro dedicata il 14 Novembre scorso, presso il PICCOLO TEATRO di Milano, nella sede storica del Teatro Grassi in via Rovello, serata coordinata dal direttore del Piccolo Teatro, Andrea Barbato, e dalla Presidente del Festival Gloria Angelotti. 

Lo spettacolo vince il Premio GIURIA DEI RAGAZZI partecipando al Festival Nazionale Voci del Mediterraneo di Bisceglie (Maggio 2017)

Sinossi dello spettacolo:

Si vive in un mondo in cui la tecnologia ha alienato e omologato tutti al tempo stesso. I giovani, ma anche gli adulti, stanno perdendo il contatto con la realtà, incastrati in una virtualità che non concede più via di scampo alla magia della conoscenza, al semplice tocco di una carezza, alla sorpresa delle parole sussurrate o urlate faccia a faccia. Ma arriva il momento in cui tutto questo cessa di esistere.
La tecnologia e la virtualità scompaiono definitivamente e gli uomini si ritrovano ad affrontare una realtà in cui non si riconoscono, in cui stabiliscono delle regole per la sopravvivenza, come il divieto assoluto del “tocco”. L’unico modo per comunicare è la violenza. Non c’è spazio per i sentimenti e le armi (catene e bastoni) sono le protagoniste della prima parte della storia, fino a quando non arriva il momento della comprensione: durante una delle solite lotte questi uomini si sfiorano fisicamente e scoprono una sensazione diversa: il “TOCCO”.
Le armi allora crollano e la lotta con il tocco fisico prende il sopravvento, ma improvvisamente i giovani rinsaviscono e cominciano a guardarsi le mani e a comprendere cosa voglia dire sfiorarsi, sentire la pelle contro la pelle, guardarsi negli occhi e si accarezzano, si abbracciano, si baciano…il mondo, che aveva perso il suo battito emozionale, ritrova la vera natura dell’essere e del vivere anche senza tecnologia. Il 2035 è un anno prossimo, anno in cui i giovani si sentono uno ZERO e pochi di loro sperano invece di ricominciare da zero!